Composizione, come si costruisce la struttura armonica di un brano (parte 3)

Nella costruzione delle sequenze di accordi una delle cose più importanti è la varietà.

Naturalmente l’uso dei soli accordi costruiti sulla scala maggiore ci limita notevolmente.

Come fare allora?

Dobbiamo introdurre altri elementi che ci permettano di ottenere maggior varierà.

Ed è proprio quello che faremo in questa lezione in cui, tra le vari cose imparerai:

  • cos’è il sesto grado abbassato
  • come utilizzare due accordi diversi costruiti sullo stesso grado
  • quali sono i rivolti degli accordi che conviene usare più frequentemente nella tonalità maggiore
  • quali sono i gradi su cui i rivolti risultano essere meno efficaci
  • come rendere più varie le ripetizioni armoniche con l’uso dei rivolti
  • etc.

L’introduzione di tutti questi elementi ci permetterà dunque di ottenere dei risultati musicali ancora più efficaci.

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12 Comments

  1. antonio fortugno

    Domando se è consigliabile studiare canzoni del passato o puntare al proprio istinto musicale.
    Io di solito suono ad orecchio ma mi sono stufato.
    ciao e grazie.

  2. Dentro la musica

    Ciao Antonio, è assolutamente consigliabile studiare canzoni del passato, ma in generale brani di diverso genere di buona qualità. Lo abbiamo già fatto per brani molto molto semplici e lo faremo anche più avanti con brani sempre più complessi. Tu intanto puoi provare a farlo da solo, cercando di analizzare l’armonia: ricordati che dai “grandi” si impara sempre tanto. Per quanto riguarda l’istinto esso è fondamentale, ma se non è accompagnato dalla razionalità rischia di essere sterile e limitato. Come diciamo sempre una giusta miscela di istinto e ragione è la cosa migliore per fare musica. Dunque hai ragione quando dici di esserti stufato di suonare a orecchio, si raggiunge un punto e oltre quello non si va. Proprio per questo è così importante studiare la musica, perchè ci permette di utilizzare al meglio il nostro lato razionale, oltre ad affinare l’istinto stesso.

  3. Harmo

    La nuova e diversa sonorità dei rivolti è una grande possibilità.
    Rimanendo nel campo del raziocinio e non dell’istinto il rivolto dell’accordo è riconducibile al suo gruppo di appartenenza?
    Ad esempio il 1° Riv dell’ accordo sul II grado del modo maggiore fa parte del gruppo della sottodominante?

  4. Ciao. Si il fatto di usare il primo rivolto modifica la sonorità ma non il ruolo all’interno della tonalità stessa. Dunque il secondo grado in primo rivolto appartiene sempre al gruppo della sottodominante. Ci sono poi dei casi particolari che riguardano l’uso del secondo rivolto in particolare del primo grado. Come vedrai nelle lezioni di armonia sulle modulazioni (soprattutto quelle dedicate alla cadenza composta) la situazione si fa molto particolare e il gruppo armonico viene in parte modificato.

  5. Mynamesandy

    Interessantissimo l’abbassamento del sesto grado. In pratica è come se venisse creato un terzo Modo in aggiunta a quello maggiore e a quello minore, giusto?
    P.S. Ho trovato molto suggestivo il seguente giro armonico in tonalità maggiore: 1° grado – 1°grado settima di dominante – 4° grado (maggiore) – 4° grado (minore). In pratica la quinta di ogni accordo scende via via di un semitono.
    P.P.S. Sto imparando sempre di più, espandendo le mie conoscenze con un ritmo davvero incoraggiante, e naturalmente lo devo tutto a te. Perciò grazie, davvero grazie di cuore.

  6. Diciamo che la tonalità corrispondente al sesto grado abbassato di una tonalità maggiore(ad esempio la bemolle maggiore, partendo da do maggiore) può essere visto come un terzo modo aggiunto, come dici giustamente tu. Se invece parliamo del sesto grado abbassato usato all’interno della tonalità maggiore, ad esempio per creare un accordo minore sul quarto grado, è semplicemente una nota presa a prestito dal modo minore che viene usata nel modo maggiore. Tutto questo sarà ancor più chiaro quando arriverai alle lezioni sulle modulazioni.

  7. Emy

    Scusa Francesco ti faccio una domanda da ignorante, sono completamente a digiuno di armonia per cui tutto quello che spieghi è nuovo ma lo capisco benissimo. Ecco la domanda che mi farà fare la figura del secolo: nel pianoforte la mano sinistra in genere suona l’accompagnamento armonico alla melodia suonata dalla mano destra, ma in tutte queste lezioni bellissime che tu fai vedo che suoni con la mano sinistra l’intervallo di ottava dell’accordo allo stato fondamentale, in primo rivolto, secondo rivolto, suonato dalla mano destra e con la mano destra l’accordo minore o maggiore sui vari gradi della scala tonale di riferimento,,, quindi è come se suonassi con le due mani solo la mano sinistra cioè l’armonia? E la melodia? Mi sa che mi sono persa qualcosa… ciao

  8. Ciao, il grande problema del suonare accompagnandosi al pianoforte è quello di mettere insieme melodia, armonia, basso e ritmo, usando solo due mani: la tecnica corretta viene insegnata nel ciclo di lezioni “Come accompagnare un brano al pianoforte“. Per motivi didattici nelle lezioni di armonia, dove l’aspetto principale è quello degli accordi, si suona con la destra l’accordo e con la sinistra il basso in ottava: questo per due motivi: il primo è che il basso è essenziale nello studio dell’armonia e dev’essere sempre distinto dall’accordo (è chiamato il suono generatore dell’armonia, vedi la prima lezione sui rivolti), il secondo è che usare il basso in ottava è propedeutico per imparare le posizioni dell’accompagnamento pianistico. Nelle lezioni di composizione dove ci occupiamo del rapporto tra melodia e armonia, con la destra suoniamo la melodia e con la sinistra l’accordo; si potrebbe anche suonare con la sinistra un accompagnamento più complesso che preveda l’uso contemporaneo di basso e note dell’armonia, ma ho preferito, per adesso, suonare solo l’accordo per una questione di chiarezza. Infatti per chi incomincia, è molto più semplice riconsocere l’accordo che viene suonato in modo chiaro con la sinistra, piuttosto che dover “decifrare” le note dell’armonia suonate fra diverse ottave in successione ritmica.

  9. Emy

    E’ vero hai ragione, infatti io che non avevo mai composto niente mi sono inventata una melodia in tonalità di sol maggiore che ho suonato con la destra e automaticamente mi è venuto spontaneo suonare a volte solo il basso in ottava o l’accordo rivoltato o allo stato fondamentale con la mano sinistra; così per provare a vedere se ci stava bene l’accompagnamento armonico che ho scelto e per mettere in pratica le conoscenze che finora ho acquisito. Però non è sempre così che funziona in musica… per esempio nelle invenzioni a due e tre voci di Bach a me sembra che ogni voce appunto suona una sua linea melodica ben distinta prima con la destra e poi con la sinistra è indifferente e l’armonia non è ben distinta da accordi ma è più un aspetto esteriore che scaturisce dalla sovrapposizione, dall’intreccio delle voci. A me questa cosa mi affascina tanto…

  10. Certo, perchè nelle invenzioni, come in gran parte della musica di Bach, prevale la scrittura contrappuntistica (o polifonica) in cui ogni voce ha una sua indipendenza. Il contrappunto (tecnica molto complessa che richiede anni di studio) è una delle materie più importanti del corso di composizione in conservatorio, proprio perchè permette di scrivere anche utilizzando questa tecnica.

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