Composizione, ecco come rendere più interessanti le tue melodie (Parte prima)

Nelle precedenti lezioni abbiamo parlato dei primi tipi di note estranee all’accordo.

Queste note però ci permettono di ottenere, nella costruzione della nostra melodia, solamente passaggi tra note vicine, tra gradi congiunti della scala che stiamo utilizzando.

Una buona melodia però non è fatta solamente di passaggi tra note vicine, c’è bisogno di un ulteriore elemento che dia varietà.

Qual è dunque quest’elemento di varietà?

E’ il salto melodico.

Ma come possiamo ottenere dei salti nella composizione delle nostre melodie senza usare solamente le note dell’accordo.

E’ quello che imparerai in queste lezioni nelle quali introdurremo le note estranee all’accordo che ci permettono di ottenere dei salti melodici e di rendere le nostre melodie sempre più interessanti.

Materiale didattico presente in questa lezione (clicca sopra)

4 video didattici

1. Perché sono così importanti i salti melodici

2. Le anticipazioni: cosa sono e come usarle

3. Un ulteriore elemento di varietà per le nostre melodie: le anticipazioni indirette

4. Come comporre una melodia utilizzando le anticipazioni

+ 1 file pdf

41 min

8m 17s

11m 03s

10m 20s

11m 41s

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5 Comments

  1. Mynamesandy

    Che dire…un’altra egregia spiegazione! Permettimi un chiarimento: nelle scorse lezioni di composizione hai parlato del metodo che ti è stato tramandato da un tuo caro professore di armonia, basato sulla creazione di frammenti melodici completamente indipendenti da qualsiasi giro armonico. Ora la mia domanda è questa: come faccio ad utilizzare, secondo questo metodo, la parte “razionale” della composizione (ad esempio mescolando volutamente note di passaggio, di volta e anticipazioni) senza aver prima definito un giro armonico? In altre parole, queste nozioni di teoria della composizione servono soltanto a saper dare dei nomi alle soluzioni che sono riuscito a trovare, oppure possono mescolarsi ad arte con l’istinto? Perché, dopo le tue lezioni, una volta creato un frammento melodico, utilizzo queste nozioni (ad esempio “note di passaggio”, ecc.) “soltanto” per capire cosa ho fatto (mentre magari prima ci arrivavo lo steso ma poi non sapevo spiegare cos avessi trovato). Dal punto di vista puramente compositivo, invece, non sento di essere cresciuto molto…
    Perdona l’ignoranza ma soprattutto la lunghezza di questo post.

  2. Ciao, la tua è un’osservazione molto molto intelligente (che anch’io mi sono posto alcune volte). Molte volte da allievo, quando mi venivano fatti fare degli esercizi, apparentemente isolati gli uni dagli altri, mi chiedevo come potessi combinarli assieme e perchè dovessi scrivere una melodia senza l’armonia o viceversa se poi nella fase compositiva reale spesso i procedimenti avvengono insieme.
    Con il tempo e l’esperienza ho chiarito a fondo questo problema e te lo riassumo in 3 punti:
    1. Lo studio della composizione non è fatta di regole da seguire, ma da procedimenti che allenino la mente ad abituarsi a questo processo creativo. Dunque tutti questi esercizi servono proprio a questo: a far sì che il cervello si alleni giorno dopo giorno e si abitui a ragionare in un certo modo. E ti assicuro funziona veramente.
    2. Il fatto di sapere che una nota è di volta o di passaggio etc. non serve molto, ma il fatto di usarle razionalmente permette al tuo cervello di far proprio il loro uso, e quindi di usarle senza nemmeno pensarci quando componi usando l’istinto.
    3. Dal punto di vista pratico, io posso comporre usando l’istinto, ma ad un certo punto mi ritroverò sempre a dover migliorare qualche parte, a doverci lavorare sopra. Ecco che in questo caso aver fatto pratica con le note estranee, aver scritto molte melodie in cui mi sono concentrato solo sulla parte ritmica o sul rapporto di altezza delle note senza opensare all’armonia (avendo fatto certi esercizi), mi aiuterà molto (e mi aiuta tuttora) nel lavoro di miglioramento della composizione (quando uso la parte razionale).

    Lo sviluppo di questi punti è parte di quella che si chiama tecnica compositiva, che si sviluppa giorno dopo giorno, nel corso degli anni, non dei mesi. Quindi è assolutamente normale che dopo pochi mesi di studio ti sembri di non aver fatto passi avanti nello studio della composizione, perchè il processo è graduale (dunque è difficile per chi lo fa accorgersi dei miglioramenti appunto graduali) e necessita di tempo.
    Continua così che sei sulla buona strada. Un saluto!

  3. Mynamesandy

    Grazie dell’incoraggiamento! Proseguirò sicuramente, anche perché farò della musica la mia carriera professionale

  4. rita.canone

    Nell’anticipazione indiretta il SOL ottava s. va considerata nota reale dell’acc. sul 1° vero?
    Grazie…..è veramente interessante! ciao

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