Intervalli musicali, come chiamarli correttamente (parte terza)

Nella scorsa lezione abbiamo imparato a riconoscere gli intervalli giusti e gli intervalli maggiori.

Ma sicuramente avrai sentito parlare anche di molti altri tipi di intervalli: quelli minori, quelli diminuiti, quelli eccedenti

Come facciamo dunque a riconoscere anche questo tipo di intervalli?

Oggi affronteremo quest’argomento e lo faremo in modo approfondito, ma allo stesso momento, semplice, in modo che tu possa imparare chiaramente il metodo per individuare in qualsiasi momento tutti gli intervalli possibili.

E questo sarà di fondamentale importanza non solo nell’ambito dello studio della teoria musicale, ma anche e soprattutto nella comprensione profonda degli accordi e dell’armonia in generale.

Credimi, se avrai seguito queste lezioni, sarai pronto per entrare a fondo nel mondo dell’armonia!

Ti consiglio, per seguire al meglio questa lezione, di stampare i file pdf allegati che trovi alla fine dei video.

Materiale didattico presente in questa lezione (clicca sopra)

4 video didattici

1. …al di sopra e al di sotto degli intervalli maggiori

2. …al di sopra e al di sotto degli intervalli giusti

3. esempi pratici per determinare altri tipi di intervalli

4. cosa fare nel caso di intervalli superiori a quello di ottava

+ 3 file pdf

45 min

17m 15s

10m 03s

11m 45s

06m 06s

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21 Comments

  1. maino

    Ciao, se non ho sbagliato i conti ( cosa invece probabile) l’intervallo Do Sib che si chiama 6 eccedente si potrebbe chiamare anche 7 minore?

    Fa# Dob 5 + che dim. si potrebbe dire anche 3 eccedente?

    Mib Si# 5 + che eccedente si potrebbe dire anche 6 maggiore?

    Re Solb 4 dim. si puo dire anche 3 maggiore?
    Se e’ cosi’ come si scelgono le giuste diciture? Grazie.

  2. Dentro la musica

    L’intervallo do – si bemolle è un intervallo di settima minore, mentre l’intervallo do – la diesis è un intervallo di sesta eccedente. Attenzione a come chiami le note: si bemolle e la diesis, anche se sul pianoforte corrispondono allo stesso tasto, sono due note diverse e dunque gli intervalli corrispondenti sono diversi. Per capire ancora meglio questo concetto ti consiglio di seguire la lezione sul sistema temperato e quella sull’enarmonia (di prossima pubblicazione). Ciao!

  3. Alberto65

    Dal secondo video (9:00) quando parli Dell intervallo Mib Si diesis , e tocchi il Do:
    Se mi fossi trovato davanti alle due note ( senza il tuo discorso) non avrei contato un intervallo di sesta?
    É tutto chiaro.. Ma comincio un po’ a confondermi
    Grazie!

  4. Alberto65

    Rieccomi..
    Nel video 3 ( a5:45) dici : Re – Solb, mi rendo conto che forse é un idiozia o che mi manca qualcosa da capire.. E mi hai insegnato che Solb non é Fa diesis.
    Ma come mai dici Solb e non Fa diesis?
    Come si fa a “presentare” l’intervallo correttamente? fino a qualche giorno fa credevo fossero tutti presentati ascendendo
    Grazie!

  5. Dentro la musica

    Ciao sono dei dubbi normali, ma quando arriverai alle lezioni sull’enarmonia tutto sarà più chiaro. Abbi ancora un pò di pazienza.

  6. Dentro la musica

    Perchè in quel caso ho deciso di presentare l’intervallo re-sol bemolle e non re-fa diesis. Il fatto di presentare e considerare l’intervallo sempre partendo dalla nota più grave e dunque ascendendo non implica che bisogna per forza usare solo delle alterazioni ascendenti (dunque usare solo i diesis). Fa diesis e sol bemolle sono due note diverse che hanno la stessa altezza solo a causa dell’accordatura del nostro sistema che è quello temperato. E dunque l’intervallo re sol bemolle sarà diverso dall’intervallo re fa diesis proprio perchè, lo ripeto, sol bemolle e fa diesis sono due suoni con significato diverso. Come ti ho già anticipato sarà tutto più chiaro nelle lezioni sull’enarmonia in cui capirai come mai due suoni con la stessa altezza possano avere 2 nomi diversi e soprattutto due significati diversi.

  7. Alberto65

    Grazie! Successivamente avevo dato uno sguardo alle lezioni di enarmonia e già, nonosante fosse notte fonda, avevo trovato alcune spiegazioni ai miei dubbi.
    Grazie ancora! Nelle tue lezioni c’è proprio tutto!

  8. Mynamesandy

    Francesco, sei indubbiamente il miglior maestro di musica che abbia mai avuto, oltre che sicuramente il migliore sul web. Hai tutto: una profonda conoscenza e un’impareggiabile capacità nello spiegare per filo e per segno ogni argomento. Mi dispiace soltanto di non aver scoperto prima questo sito…

  9. rita.canone

    Ciao Francesco, forse mi sfugge qualcosa ma perché nella Tab1 I.MAGGIORI non è previsto l’i. più che eccedente se si sale di 2 s.t.cr. come per gli I.GIUSTI?
    Grazie infinite

  10. Emy

    Ciao Francesco, se io prendo l’intervallo di Sol# al grave e Re naturale all’acuto è un intervallo di Quinta e poi vado a determinare la seconda parte dell’intervallo cioè la specie, costruendo la scala maggiore sul Sol# con la regoletta di contare sempre un tono tra i gradi della scala tranne tra il III° e il IV° grado dove conto un semitono trovo che si tratta se non sbaglio di un intervallo di quinta diminuita. Però a questo punto mi sorge un dubbio fortissimo nella sequenza dei diesis che trovo in chiave nello spartito Fa# Do# Sol# Re# La# Mi# Si# che corrispondono alle tonalità Sol+ Re+ La+ Mi+ Si+ Fa#+ Do#+, non ho mai trovato la tonalità di Sol#+ e quindi come faccio a costruirci sopra la scala maggiore? Mi aiuti a sbrigare il bandolo di questa matassa? Spero di farti sorridere.

  11. La tua domanda è molto corretta e precisa. In questo caso, invece di considerare la scala di sol diesis maggiore, considero quella di sol maggiore e trovo l’intervallo sol re che è quinta giusta. A questo punto passando da sol a sol diesis l’intervallo si restringe di un semitono cromatico e dunque dovrò andare giù nella tabella e dunque sarà una quinta diminuita.
    Questo procedimento posso attuarlo in ogni caso in cui non possa costruire la scala maggiore sulla nota più grave dell’intervallo stesso.

  12. Elsa

    Anche se ho ancora un po’ di confusione credo comunque di aver capito abbastanza in concetto di Intervallo proprio perché sei sempre molto chiaro e sfido chiunque a trovare un Insegnante che spiega così bene come te, io devo dire non l’ho mai trovato e ne ho cambiati più di uno, ma l’ultima parte non mi è chiara. Perché l’intervallo di nona sceso all’ottava inferiore diventa di seconda e può essere maggiore o minore e l’intervallo di undicesima sceso all’ottava inferiore diventa quindi di quarta e non può essere considerato maggiore o minore.? forse mi è sfuggito qualche passaggio!!!
    Resto in attesa di un tuo chiarimento GRAZIE!!!!!!!!!!! e complimenti sono entusiasta di essermi iscritta

  13. Do-re può essere un intervallo di seconda o di nona a seconda se la nota acuta la suoniamo a un’ottava di distanza o meno. Lo stesso vale per do-fa che può essere quarta o undicesima. Nella classificazione degli intervalli, quelli in cui la nota acuta si trova sopra di un’ottava (ad esempio 9a e 11a) seguono le stesse regole di quelli che si trovano sotto (ad esempio 2a e 4a): dunque gli intervalli di nona possono essere maggiori o minori, ma non giusti, proprio come gli intervalli di seconda. Lo stesso vale per gli intervalli di undicesima che possono essere giusti e non maggiori o minori, proprio come gli intervalli di quarta. Spero di averti chiarito questi dubbi. A presto!

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