Composizione, come si costruisce la struttura armonica di un brano (parte 2)

Impariamo a costruire sequenze di accordi

Nella scorsa lezione abbiamo introdotto un concetto fondamentale: quello dell’armonia funzionale.
Capire l’armonia funzionale significa capire qual il ruolo e dunque la funzione di ogni accordo all’interno della tonalità.

Siamo inoltre riusciti a dividere gli accordi, a seconda del loro ruolo, in diversi gruppi.

Mettiamo in pratica quello che abbiamo imparato

Infatti costruiremo diverse sequenze armoniche, in alcune delle principali tonalità maggiori, cercando di alternare accordi dei diversi gruppi.
Questo ci permetterà di ottenere varietà ed equilibrio nella costruzione armonica di un brano.
Inoltre capiremo come usare la ripetizione di piccole sequenze di accordi, ottenendo un risultato molto efficace ed evitando il senso di monotonia che a volte le ripetizioni possono dare.
Ci stiamo inoltrando nel percorso che ci porterà a fare numerose conquiste

... per continuare questa video lezione

L'accesso a questa lezione è riservata agli iscritti al Gruppo Studenti Premium.

Sei già registrato? Fai il login.

Non sei uno studente premium?

Registrati oggi stesso, o fai l'upgrade se sei già un utente free, per accedere a questa e a tutte le altre lezioni del gruppo premium.

Registrati Upgrade Premium

Accedi gratuitamente

Con il profilo free hai accesso immediato a 15 lezioni complete (36 video) di pianoforte, teoria, armonia, solfeggio e composizione.

Registrazione Free Info
Categorie

About the Author:

14 Comments

  1. Leo

    Ottima lezione Francesco!!! Ancora qualce lezione fa parlavi di basso per gradi congiunti. Mi chiedevo quanto influenza nella scelta degli accordi il cercare di usare il basso per gradi. Nel senso devo scegliere gli accordi col criterio dei gruppi armonici cercando il più possibile di stare attento al basso, oppure parto da un basso costruito per gradi e poi ci costruisco sopra la mia armonia?

  2. antonio fortugno

    Interessante.Bravo.
    Domando se si può vedere ogni accordo come tonica di una tonalità, o come dominante , insomma tanti contesti per ogni singolo accordo.

  3. Dentro la musica

    Nelle prossime lezioni parleremo in modo approfondito dell’importanza dei rivolti nella costruzione delle sequenze armoniche e dunque anche dell’aspetto melodico del basso che procede per gradi congiunti. Diciamo che in alcuni casi è possibile usare un metodo piuttosto che un altro. A seconda delle situazioni musicali possiamo decidere se seguire più l’aspetto dei gruppi armonici o l’andamento melodico del basso. Non esiste un metodo migliore di un altro. L’importante è conoscere più soluzioni possibili e poi decidere in base al gusto, all’orecchio e alla situazione musicale che si presenta. La bravura di un compositore sta anche nel decidere quale soluzione scegliere e questo si apprende soprattutto provando, facendo pratica e imparando dai propri errori. Entrando nel dettaglio delle soluzioni che proponi, dobbiamo dire che la scelta di avere un basso che proceda in scala a volte è importante si, ma non deve diventare “un’imposizione”; ad esempio può capitare che all’inizio tu riesca ad avere un’armonia nella quale il basso procede per gradi, ma poi puoi anche abbandonare questa strada se trovi degli accordi che stanno bene, anche se il basso fa dei salti melodici. Ricorda, non esiste una regola che vada bene sempre. Importante invece è privilegiare l’equilibrio generale che puoi ottenere dosando e alternando tutto ciò che hai a disposizione.

  4. Dentro la musica

    Ciao Antonio. La domanda che poni è molto interessante. In effetti ogni accordo può essere visto contemporaneamente come appartente a tonalità diverse. Ad esempio l’accordo di do maggiore è l’accordo di tonica nella tonalità di Do maggiore, ma è allo stesso momento dominante di Fa maggiore, ma anche l’accordo di sottodominante di Sol maggiore. Come vedrai, questo aspetto sarà estrememente importante nel momento in cui parleremo delle modulazioni, cioè del passaggio da una tonalità all’altra.

  5. Bruno Thai

    Ciao Francesco!!!
    Grazie innanzitutto!! Volevo solo la conferma o smentita di quanto ho capito: gli accordi del gruppo della sottodominante possono passare per quelli della dominante prima di risolvere in quelli della tonica… lo stesso, gli accordi del gruppo della dominante prima di risolvere in quelli della tonica possono passare per quelli della sottodominante… giusto?

  6. Harmo

    Sai che ho fatto?
    Ho fregato 3 matite colorate ( una verde,una blu e una rossa ) alla mia nipotina e mi sono messo a colorare le sequenze dei numeri romani.
    Il VI grado lo coloro quasi tutto verde tranne che uno spicchio che lo coloro blu.
    Il V tutto rosso naturalmente.
    Per la tonalità minore non so… aspetto le prossime videolezioni.
    Ciao.
    P.S. Il bambino che c’è in me esulta.

  7. Mynamesandy

    Forse te l’avrò già chiesto (in questo caso mi scuso, semplicemente non ricordo la lezione sotto la quale ho scritto la domanda), ma mi piacerebbe sapere: le cadenze alle quali, dove occorre fai riferimento, si trovano soltanto alla fine di una sequenza di accordi, oppure anche sparse al’interno di essa. Ti faccio questa domanda perché nel secondo video di questa lezione, in entrambi gli esempi (rispettivamente: tonalità di Do maggiore e tonalità di La maggiore) sottolinei giustamente l’esistenza di una Cadenza perfetta (nel primo esempio) e di una Cadenza plagale (nel secondo); eppure entrambi gli esempi si aprono teoricamente con una Cadenza sospesa, giusto?
    Grazie in anticipo per la risposta, che sono sicuro sarà molo esaustiva, come sempre del resto.

  8. Ciao, figurati nessun problema, ripetere le cose aiuta sempre. Dunque le cadenze si trovano non solo alla fine di una sequenza di accordi, ma anche all’interno di queste.
    Ad esempio per la sequenza: I IV V VI II IV I, abbiamo all’interno V VI che è una cadenza d’inganno e IV I che è una cadenza plagale.
    Per quanto riguarda la cadenza sospesa invece, essa può essere considerata tale, solo quando si presenta alla fine di una sequenza di accordi. Questo perchè altrimenti, se si trova all’interno di una sequenza come I V II VI I, non viene percepita come una fermata vera e propria.
    Invece se si trova alla fine, come nel caso I VI IV I V, si sente un vero e proprio senso di sospensione, da cui il nome cadenza sospesa.
    Spero di esserti stato d’aiuto.

  9. Aiwass82

    Ciao Francesco.Mi sarò perso qualche lezione.
    La scala è formata da 7 gradi e fin qui ci siamo.
    Ma come si fa sapere gli accordi di quella scala quali sono??
    Come si formulano?grazie

  10. Gli accordi si formano sui gradi della scala per sovrapposizione di intervalli di terza usando le note della scala stessa. Quest’argomento è spiegato a fondo nella lezione n.3 del corso di armonia e accordi che trovi alla pagina https://www.dentrolamusica.com/i-corsi/.
    In particolare per capire al meglio le lezioni sulla struttura armonica di un brano, ti consiglio di seguire prima le lezioni del corso di armonia dalla n. 2 alla n. 11 sempre alla pagina https://www.dentrolamusica.com/i-corsi/
    Ciao a presto.

X

Hai dimenticato la Password?

Registrati