Composizione, ecco le note che rendono più affascinanti la melodia e l’armonia di un brano (parte 8)

Anche la melodia può influenzare l’armonia di un brano

L’armonia e la melodia come diciamo spesso, non devono mai essere considerate separatamente.
E’ infatti l’insieme delle 2 che determina l’effetto musicale generale.
Questo è un aspetto molto importante che se capito a fondo permette di conoscere la musica in maniera più completa.

Come modificare gli accordi con l’uso dei ritardi

Dunque noi, come già fatto per le appoggiature, possiamo prendere i “ritardi”, note che abbiamo introdotto parlando appunto di melodia e applicarle agli accordi stessi.
Possiamo cioè andare a generare dei nuovi accordi che, altrimenti secondo la teoria classica, non esisterebbero.
E possiamo dunque ottenere degli effetti estremamente interessanti da applicare al mondo dell’armonia e degli accordi.
Ed è proprio quello che faremo in questa lezione. Inoltre vedremo come costruire e migliorare una melodia grazie all’utilizzo dei ritardi.

Buona lezione!

Materiale didattico presente in questa lezione (clicca sopra)

5 video didattici

1. I ritardi con gli accordi di settima

2. Altre sequenze di accordi con i ritardi

3. Gli accordi ritardati

4. Come costruire melodie utilizzando i ritardi 1

5. Come costruire melodie utilizzando i ritardi 2

+ 1 file pdf

53 min

11m 13s

7m 47s

12m 24s

7m 43s

14m 48s

... per continuare questa video lezione

L'accesso a questa lezione è riservata agli iscritti al Gruppo Studenti Premium.

Sei già registrato? Fai il login.

Non sei uno studente premium?

Registrati oggi stesso, o fai l'upgrade se sei già un utente free, per accedere a questa e a tutte le altre lezioni del gruppo premium.

Registrati Upgrade Premium

Accedi gratuitamente

Con il profilo free hai accesso immediato a 15 lezioni complete (36 video) di pianoforte, teoria, armonia, solfeggio e composizione.

Registrazione Free Info
Categorie

About the Author:

2 Comments

  1. Harmo

    Ciao.
    Non capisco.
    Se in una tonalità minore usi i gradi VIInat poi Varm della tonalità è semplice e chiaro.
    Ma allora la scala allargata cosa serve?
    E’ una teoria per riunire gli accordi nei gruppi funzionali come gruppo della dominante gruppo della tonica ecc……per poterli usare con equilibrio?
    Sono un pò confuso.

  2. Ciao, non preoccuparti, è naturale che ci sia alle volte l’impressione di confusione. Ma in realtà è tutto molto chiaro. Infatti si tratta di due modi diversi con cui spiegare la stessa cosa. Parlare di accordi nella tonalità minore, usando a volte la scala minore naturale a volte quella armonica va benissimo, e io ragiono spesso in questi termini, soprattutto quando devo semplicemente elencare la sequenza di accordi. Questo modo va benissimo quasi sempre, ma non ti permette di avere un’idea chiara e precisa del ruolo che ciascun accordo ha all’interno della tonalità e in termini di “gruppi armonici”. Ecco dunque che la tonalità allargata e il fatto di ragionare secondo questo tipo di criterio ti permette di avere una maggior chiarezza nella scelta degli accordi in base al loro ruolo e all’appartenenza dei vari gruppi armonici. Spesso in musica la stessa cosa si può interpretare in diversi modi e a seconda dei casi, di quello che ti interessa considerare e valutare, usi un modo diverso.
    Nasce sempre prima la musica e poi, in un secondo momento, la sua interpretazione, l’esigenza cioè da parte dell’uomo di dare un ordine e una spiegazione per poter controllare certi aspetti che altrimenti sarebbero lasciati solo all’istinto.
    Dunque anche in questo caso l’importante è fare molta pratica con questo tipo di ragionamenti e analisi, per impadronirsi di queste tecniche e personalizzarle.

X

Hai dimenticato la Password?

Registrati