I rivolti degli accordi: ecco il segreto per avere maggior varietà nell’armonia

Hai mai sentito parlare dei rivolti degli accordi?

Innanzitutto voglio dirti che i rivolti NON sono le diverse posizioni con cui si possono suonare gli accordi, come molti credono.

Si tratta invece di un argomento estremamente importante che affronteremo nella lezione di oggi.

Ti dirò di più: l’introduzione dei rivolti costituisce una vera e propria svolta per il nostro corso di armonia e accordi.

Dopo questa lezione, tutto ciò che già conoscevamo sugli accordi, potrà essere enormemente ampliato grazie ai concetti che ti spiegherò oggi.

E in più l’introduzione e la possibilità di usare i diversi rivolti di un accordo, ci offrirà numerosi vantaggi nella composizione di sequenze armoniche, che tu stesso potrai mettere in pratica in ogni momento.

Ma ancor prima di definire chiaramente il rivolto, dobbiamo introdurre un altro elemento fondamentale che finora abbiamo volutamente trascurato

Inoltre per farti capire ancora meglio la lezione di oggi ti spiegherò accuratamente la cosiddetta “teoria degli armonici”.

Adesso non voglio più dilungarmi con le parole; con i video ti ti farò capire tutto in modo approfondito.

Buona visione!

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20 Comments

  1. francesco rocca

    La chicca assoluta è stata precisare i rivolti degli accordi. Sui rivolti, è vero, hai ragione, viene fatta molta confusione. L’Etica professionale è appannaggio per i soli e i veri addetti ai lavori. Okeissimo, Francesco!

  2. D@ve

    Bellissima lezione e molto interessante la teoria degli armonici non avrei mai immaginato queste disquisizioni armoniche grazie Francesco sei assolutamente chiarissimo in ogni dettaglio!!!

    Ogni giorno studio una lezione e ho imparato moltissimo in quasi 3 settimane!!!! ^^

  3. Dentro la musica

    Benissimo! Sono molto felice che le lezioni ti siano utili. Vedrai che man mano che andremo avanti tutto diventerà ancora più interessante!!!

  4. adrilate

    affascinante la teoria degli armonici,sarei curiosa di sapere come origina,come si fa a sapere quali sono le 13 note.Mi è sembrato di vedere un testo nel video….

  5. Dentro la musica

    Ciao, per quanto riguarda la teoria degli armonici, la sua origine è puramente scientifica nel senso che i suoni che costituiscono i vari armonici sono stati isolati con opportuni apparecchi che hanno permesso di determinarne la frequenza. Ci sono moltissimi libri che parlano di questo, ad esempio tutti i libri di fisica acustica. Il libro a cui ti riferisci è un manuale di acustica; il titolo completo è “Manuale di acustica e teoria del suono” di Stefano Leoni e Paolo Aldo Grossi.

  6. Alberto65

    A proposito invece delle diverse posizioni con cui si possono suonare gli accordi ( confesso, pensavo fossero i rivolti!) vi sono precisazioni e cose da sapere?
    hanno delle nomenclature? Per la teoria degli armonici anche le diverse posizioni danno forza e gusti diversi? ( credo di si)
    A che serve suonare gli accordi in maniera diversa? per evitare “salti di accordo”, per non andare in zona “melodia”? .
    Magari hai già trattato l argomento e non ci sono ancora arrivato, in tal caso mi scuso!
    Grazie ! È ancora complimenti: capisco tutto ciò che spieghi!

  7. Ciao, della posizione con cui suonare gli accordi parleremo più avanti nelle lezioni di armonia. In realtà come vedrai il motivo del loro utilizzo è quello di evitare di saltare troppo con le note. Usando gli accordi in diverse posizioni ogni parte dell’accordo si muove più gradualmente nella concatenazione tra i vari accordi. Ma capirai meglio quando arriverai al punto.
    Per quanto riguarda i nomi nell’armonia scolastica si usa chiamarli a seconda della nota più alta dell’accordo:
    Nell’accordo di do maggiore il do è la nota fondamentale, il mi è la terza dell’accordo (tra do, nota fondamentale dell’accordo, e mi c’è un intervallo di terza), il sol è la quinta dell’accordo (tra do e sol c’è un intervallo di quinta)
    Accordo di do maggiore, suonato do-mi-sol, il sol è è la nota più acuta dell’accordo in questa posizione dunque, in questo caso si dice che l’accordo è in “posizione di quinta” (perchè il sol che è la quinta dell’accordo è la nota più acuta)
    Accordo di do maggiore, suonato sol-do-mi, il mi è è la nota più acuta dell’accordo in questa posizione, dunque in questo caso si dice che l’accordo è in “posizione di terza”.
    Accordo di do maggiore, suonato mi-sol-do, il do è è la nota più acuta dell’accordo in questa posizione, dunque in questo caso si dice che l’accordo è in “posizione di ottava”.
    Anche queste cose comunque ti saranno più chiare seguendo le lezioni future.

  8. Sante62

    Anche a me avevano spiegato che il modo di suonare gli accordi si chiamavano anche rivolti.
    Una vera sorpresa!
    Grazie e a presto!

  9. Harmo

    Se ho ben capito con una nota al basso diversa dalla fondamentale dell’accordo ho una sommatoria di armonici via via diversa e quindi una sonorità dell’accordo via via diversa.
    Se invece, sposto,senza cambiare la nota del basso, le note dell’accordo o del basso stesso su diverse ottave non vario in modo sostanziale la sommatoria degli armonici cioè gli armonici suonano solo più alto o più basso.
    Spieghi veramente bene. grazie.

  10. rita.canone

    Ti ringrazio ancora per la formidabile dote che hai nell’esporre concetti che mai avrei pensato di comprendere così a fondo . GRAZIE

  11. piero_m

    Una sorpresa la spiegazione dei rivolti. Erroneamente sul web in molti associano i rivolti con le diverse posizioni suonate dell’accordo stesso. Oggi è tutto più chiaro. Saluti

  12. marcellovigilante

    Grande Francesco.
    Mi hai sorpreso con questa lezione.
    Ho sempre chiamato erroneamente rivolto il cambio di posizione.
    Sei molto chiaro e preciso nelle tue lezioni.
    Bravissimo.

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