Tensione o riposo? Ecco gli accordi che ci permettono di ottenere questi effetti

Ti è mai capitato di sentire un brano e notare che un accordo aveva un senso di stabilità, di riposo.

E subito dopo magari seguiva un accordo con una caratteristica diversa, di tensione e di moto.

La musica è fatta di alternanza tra moto e quiete e dunque anche nell’armonia, che è una parte fondamentale del linguaggio musicale, bisogna trovare gli strumenti per esprimere queste due diverse caratteristiche.

Nella lezione di oggi ci occuperemo degli accordi consonanti e dissonanti.

Cercheremo di capire quale sia il criterio per poterli distinguere.

Andremo a considerare gli accordi che già conosciamo e cercheremo di valutarli secondo il principio della consonanza e della dissonanza.

In questo modo nel momento di scegliere quali accordi usare, sapremo quali caratteristiche essi abbiano, se di tensione o di stabilità.

Ma soprattutto questa lezione ci servirà come fondamentale introduzione a un nuovo e ancor più importante capitolo:

quello degli accordi dissonanti di più di 3 suoni.

Per capire al meglio questa lezione ti consiglio di assistere, se ancora non l’hai fatto, alla seguente videolezione:

Consonanza e dissonanza

... per continuare questa video lezione

L'accesso a questa lezione è riservata agli iscritti al Gruppo Studenti Premium.

Sei già registrato? Fai il login.

Non sei uno studente premium?

Registrati oggi stesso, o fai l'upgrade se sei già un utente free, per accedere a questa e a tutte le altre lezioni del gruppo premium.

Registrati Upgrade Premium

Accedi gratuitamente

Con il profilo free hai accesso immediato a 15 lezioni complete (36 video) di pianoforte, teoria, armonia, solfeggio e composizione.

Registrazione Free Info
Categorie

About the Author:

8 Comments

  1. Leo

    Non vedevo l’ora di questa lezione! Spiegata benissimo e sempre più interessante! Aspetto con ansia la prossima lezione! Grazie Francesco per questi insegnamenti che mi stanno servendo tantissimo! 🙂

  2. antonio fortugno

    Molto interessante. Mi piacerebbe sapere le leggi fisiche che stanno alla base dell’armonia. Sarei curioso di sapere cosa è la psicoacustica. Intanto farò ricerche in internet, grazie.

  3. Dentro la musica

    Ciao Antonio! Diciamo che la base sulla quale bisogna sempre appoggiarsi è la teoria degli armonici. Infatti questa stessa ci da comunque una spiegazione del perchè gli accordi maggiori abbiano un effetto “psicoacustico” diverso da quelli minori. Infatti tutte le note degli accordi maggiori fanno parte degli armonici naturali emessi dalla nota fondamentale dell’accordo. Gli accordi minori invece hanno la quinta (terza nota dell’accordo) che è un armonico della fondamentale, mentre la terza no. Man mano che ci allontaniamo dalle note che fanno parte degli armonici otteniamo degli effetti sempre più instabili e di tensione. Infatti gli accordi (di tre suoni) diminuiti ed eccedenti hanno la quinta (terzo suono dell’accordo) che non fa parte degli armonici naturali della nota fondamentale dell’accordo. Come vedi a seconda della presenza o meno dei suoni armonici all’interno di un accordo possiamo avere effetti psicoacustici diversi.

  4. Mynamesandy

    Ciao e complimenti per la lezione. Una domanda: il concetto di stabilità/tensione, da quanto ho capito può essere analizzato sia considerando le Cadenze, sia la Consonanza o la Dissonanza degli accordi, giusto? Come si collegano questi due aspetti così simili nello studio della musica? Grazie e a presto.

  5. Ciao, il discorso è molto complesso e non può essere esaurito in poche righe. Diciamo che nella musica il concetto di alternanza tra tensione e riposo vale molto spesso e anche in altre situazioni. Basti pensare alla costruzione di alcune melodie, tipicamente romantiche in cui si parte in modo molto delicato (stabilità), si raggiunge un apice di tensione per poi concludere con un finale in cui l’elemento di stabilità/riposo è di nuovo prevalente. Questo per farti solo un esempio.
    Per quanto riguarda il collegamento tra cadenze e alternanza di consonanza e dissonanza, diciamo che in molte cadenze la presenza di stabilità/tensione è evidente, basti pensare alla cadenza perfetta V-I in cui si passa da un accordo di tensione (V) a uno di stabilità (I) (questi concetti vengono approfonditi nel ciclo di lezioni “Come si cotruisce la struttura armonica di un brano” vedi il link https://www.dentrolamusica.com/scuola-di-musica/vuoi-imparare-a-costruire-l%E2%80%99armonia-di-un-brano/).
    In particolare per rendere ancor più forte questo passaggio V (tensione)- I (stabilità) posso inserire all’interno dell’accordo del V grado una dissonanza (in questo caso la settima, ottenendo così l’accordo di settima di dominante) che risolverà sull’accordo di stabilità del I grado.
    Lo stesso concetto può essere applicato anche in altre cadenze o con l’uso di altre dissonanze (nona, undicesima, etc.), Ad esempio nella cadenza plagale posso inserire una settima nell’accordo di IV grado per aumentare la tensione di questo accordo, ma allo stesso tempo posso anche affievolire il senso di stabilità del I grado introducendo una settima anche nel I grado: è questo il caso della musica jazz in cui la concatenazione di accordi con all’interno sempre una settima rende meno evidente questa alternanza tra situazioni di stabilità e riposo.
    Come vedi il concetto è molto vasto, nelle lezioni successive verranno affrontati spesso molti di questi temi.

  6. Mynamesandy

    Sono arrivato fino in fondo a questa lezione e sono rimasto davvero estasiato, per due motivi:

    1- Ho finalmente capito perché gli accordi diminuiti ed eccedenti sono dissonanti (alcuni insegnanti di teoria mi avevano insegnato, pensa un po’, questa orrenda regola base, tremendamente mnemonica: “la sovrapposizione di due terze della stessa natura genera sempre un accordo dissonante; se la loro natura è diversa l’accordo sarà consonante”). Ora ho capito che bisogna anche considerare l’intervallo tra la prima e la terza nota dell’accordo, perché altrimenti si ridurrebbe il discorso solamente ad intervalli di terze (per definizione sempre consonanti) e non riuscendo perciò a differenziare in maniera logica un accordo consonante da uno dissonante

    2- L’introduzione agli accordi di settima (non vedo l’ora di studiarli) mi servirà per capire a fondo l’armonia di un classico pattern armonico blues, considerato da molti miei insegnanti, in passato, come un genere musicale che costituisce un “assurdo armonico” (è superfluo dire che detesto questa definizione perché riduce il fascino del genere più importante di tutta la musica leggera)

    Perciò grazie per questa lezione affascinante e a presto !

X

Hai dimenticato la Password?

Registrati